Io e Giulia

Messico

…in cui Marco (non) ha imparato a contrattare, Giulia ha trovato il suo posto nel mondo e i tassisti sorridono sempre…

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…in cui Marco (non) ha imparato a contrattare, Giulia ha trovato il suo posto nel mondo e i tassisti sorridono sempre…

Messico: il primo viaggio “lontano”, il primo viaggio lontano insieme, Io e Giulia. Un’avventura con lo zaino in spalla, che ci ha travolto e che ci ha fatto scoprire un mondo nuovo. Un mondo così distante, eppure che noi abbiamo sentito così vicino.

Isla Mujeres è stata la prima tappa del nostro viaggio. È vero che è un luogo super turistico, ma è anche distante abbastanza dal caos di Cancún, soprattutto la mattina presto.

La colazione in un chioschetto di Playa Norte, con una leggera musica di sottofondo, un’amaca vista mare ed un soppalco in legno dove fare yoga, è stata senza dubbio uno dei momenti più belli di questo viaggio.

Quest’isola merita di essere girata in lungo e in largo, perdendosi per i localini del centro o tuffandosi nella ricerca di spiagge nascoste.

Da Cancún è iniziato il nostro viaggio verso il sud della penisola dello Yucatán.

Dopo una breve sosta a Puerto Morelos (affascinante nonostante il mal tempo) ci siamo diretti verso Playa del Carmen, la città più “fashion” di tutta la penisola dello Yucatán.

Spiagge super affollate che offrono happy hour a tutte le ore, discoteche e negozi di ogni tipo. Le attrattive non mancano di certo in questa località, ma forse manca un po’ quell’anima messicana vera che cercavamo noi in questo viaggio.

Un dettaglio che comunque non ci ha impedito di esplorare i negozi più inflazionati e strambi bevendo qualche cocktail nel mentre.

L’avventura più “traumatica” dell’intero viaggio è stata probabilmente il tragitto in traghetto per raggiungere l’Isla Cozumel.

Non eravamo esattamente pronti ad un’esperienza da parco giochi acquatico, quindi quando la prima onda gigantesca è arrivata ben sopra il ponte inzuppandoci tutti eravamo, come dire, un po’ sorpresi. Ciononostante non ci sentiamo di sconsigliare a prescindere un’esperienza del genere. Se non si soffre di mal di mare, può risultare divertente!

Una volta messo piede a terra, più del mal di mare poté il digiuno e così abbiamo fatto una colazione doppia con un’ottima torta locale e caffè nero bollente. Poi, belli carichi, abbiamo affittato un’auto e abbiamo iniziato l’esplorazione di Cozumel.

Questa isola ci ha dato un’impressione profondamente diversa rispetto a tutto ciò che abbiamo visto in Messico (inutile dire che questa è la ragione per cui ci è piaciuta!). Al suo interno contiene scenari molto diversi e contrastanti, dalle splendide spiagge caraibiche, come Playa Palancar (dove Giulia avrebbe voluto vivere per sempre), fino ad arrivare a spiagge rocciose, zone selvagge, mare sempre mosso da venti fortissimi.

La vera chicca sono i chioschetti che si trovano proprio sopra queste scogliere, dove puoi bere una tequila ghiacciata (Io) o una Corona con limone (Giulia) attorniato dal suono delle onde che si infrangono sugli scogli.

Atmosfera unica di un Messico completamente diverso da quello delle cartoline, per lo meno da quelle che avevamo visto noi prima di partire!

La verità è che Chicén Itzà non era prevista.

Quando abbiamo pianificato il nostro viaggio in Messico questa località era stata esclusa dall’itinerario: un po’ per la distanza dai luoghi in cui abbiamo pernottato, un po’ per il sovraffollamento costante.

Per fortuna all’ultimo abbiamo cambiato idea. Stavamo per fare un grave errore.

Per quanto sovraffollata possa essere (e lo era), è davvero incredibile. È uno di quei posti che ti lascia a bocca aperta, non a caso è la settima meraviglia del mondo moderno. Questo luogo contiene tutta la potenza e la magia dell’antica cultura maya, fusa e spesso sovrastata dalle attività di chi si è adattato a vivere grazie al turismo che questa luogo magico inevitabilmente porta.

Qui Marco è rimasto affascinato dai coloratissimi tappeti messicani e si è convinto che doveva assolutamente averne uno. Avendo poi scoperto che bastava contrattare per ottenere un prezzo sempre più basso, si è divertito a testare le sue abilità di negoziatore sfoggiando un pessimo spagnolo, mentre Giulia sciorinava tutte le sue più riuscite espressioni di scetticismo.

Ma si sa, l’uomo non si accontenta mai, e così rimandando continuamente l’acquisto, alla ricerca della super offerta, Marco alla fine se ne è andato senza comprare nulla.

Nonostante Giulia abbia signorilmente evitato di commentare, ancora oggi Marco sente il peso di questo fallimento e non vede l’ora di tornare in Messico per comprare un tappeto (stavolta a qualsiasi prezzo)!

Tulum racchiude tanto del Messico: il pueblo, ovvero il centro abitato, con i ragazzini in divisa che escono da scuola, i murales che danno un colore incredibile alle strade e l’odore di cibo proveniente dai chioschetti della piazzetta centrale. E poi le spettacolari rovine che si affacciano sul mare, quello caraibico vero, un sogno. Sabbia bianca, acqua azzurra, palme altissime, barchette colorate, casette di legno con altalene sul mare. Uno scenario visto, riprodotto mille volte, che abbiamo deciso di goderci bevendo cerveza e mangiando nachos immersi in salsa guacamole.

Quando siamo arrivati a Mahahual, prima di scendere dal pullman, avevamo già capito di essere nel posto giusto. Un giovane tassista locale, ridendo dall’inizio alla fine del tragitto (come tutti i tassisti che abbiamo incontrato in Messico, ci racconta di non essere mai stato fuori da Mahahual, perché, secondo lui, non esiste un luogo dove si vive meglio. Dopo averci passato tre giorni, non possiamo che concordare pienamente.

Il fascino di Mahahual sta nel fatto che, a differenza di tutte le altre località della costa, non è ancora invasa dal turismo di massa. Non ci sono grossi alberghi, grandi negozi o ristoranti. C’è il mare blu dei Caraibi, paesaggi naturali, piccoli alberghi sul mare, bancarelle colorate e chioschetti con bevande rinfrescanti.

In un’immagine Mahahual può essere rappresentata dalle due amache che si trovano in mezzo al mare: sì, rilassarsi distesi su un’amaca nel bel mezzo di un mare cristallino, questa è Mahahual. Però non fate come noi, che ci siamo rilassati troppo, scordandoci perfino di metterci la crema!

Giulia, dopo essersi scottata, è poi rimasta folgorata da un’enorme scritta sul muro di una via interna: “Sin poesìa no hay Mahahual”, e da un murales che riporta le parole di Octavio Paz: “el diálogo es lo contrario del ruido que nos niega y del silencio que nos ignora. Siempre he pensado que el poeta no sólo es el que habla sino el que oye.” Lì, mentre Marco cercava di tradurre quella citazione, Giulia si è sentita “nel suo posto nel mondo”. Chissà, magari questo è stato il luogo in cui viveva nella scorsa vita (o magari lo diventerà in questa!).

La laguna de 7 colores. Nel nostro immaginario in Messico non poteva esistere un posto così, anzi, forse non poteva esistere affatto.

Ed invece esiste eccome, è qualcosa che bisogna vedere per credere.

Abbiamo fatto un tour in barca esplorando la laguna in lungo e in largo, è davvero incredibile veder cambiare il colore dell’acqua da una zona all’altra.

Arrivati nella parte della laguna che guarda il mare, dove l’acqua è bollente e la sabbia è melmosa (si tratta di un fango a base di zolfo) ce lo siamo spalmati addosso (soprattutto Giulia) per un trattamento di bellezza a costo zero in una location da favola!

Best Food

Best Food

I piatti salati della cucina messicana sono talmente buoni e vari che non siamo riusciti a scegliere, perciò, abbiamo scelto un dolce. Abbiamo scoperto in questo viaggio uno dei dolci più famosi dello Yucatán, di cui non avevamo mai sentito parlare prima: la Marquesita. È una sorta di crepes ripiena di nutella e ricoperta di…formaggio (non chiedeteci che formaggio), grattugiato direttamente sopra la nutella. Sapore insolito per i nostri palati, ma piacevole, soprattutto perché si trova per strada e si può gustare passeggiando e sentendosi parte del mondo dello street food messicano.

Best Place

Il Cenote della spiaggia di Xcacel-Xcacelito. Tra tutti i celebri Cenotes che abbiamo visto, abbiamo scelto questo. Praticamente sconosciuto, risulta totalmente diverso dagli altri. È raggiungibile solo percorrendo a piedi un sentiero selvaggio che parte dalla spiaggia e si addentra in una fitta vegetazione. È isolato ed intatto, non è circondato da bar, invadenti spogliatoi in cemento e negozi di souvenir. È solo ed unico nel bel mezzo della natura selvaggia.

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