Io e Giulia

Grecia

…in cui Giulia ha sfoggiato le sue nuove scarpe fashion, Marco si è sentito il boss di un catamarano, e gli asini hanno portato valige Louis Vitton sulla groppa…

…in cui Giulia ha sfoggiato le sue nuove scarpe fashion, Marco si è sentito il boss di un catamarano e gli asini hanno portato valige Louis Vitton sulla groppa…

Ci ha sempre affascinato l’idea di fare un interrail, soprattutto per ciò che rappresenta un viaggio del genere. E però, a dirla tutta, il treno non è il nostro mezzo di trasporto preferito, quindi non appena abbiamo scoperto che esiste la possibilità di fare un interrail in traghetto e per lo più in Grecia, be’, non ci abbiamo pensato due volte.

Viaggiare in nave può essere snervante per la lunga durata del viaggio, scomodo se non hai una cabina (come nel nostro caso) e fastidioso se trovi il mare mosso; può essere però anche infinitamente bello, e per noi lo è stato.

In nave trovi gente di ogni tipo, cibi quantomeno ambigui e accampamenti per la notte che dire improvvisati è dire poco. E tutto queste espressioni umane, così variopinte, vengono messe ancora più in risalto da un mare invece sempre uguale nella sua vastità.

Così, anche navigando attraverso le isolette dell’arcipelago egeo, la visione di quella immensa massa d’acqua ti porta inevitabilmente a pensare in maniera intima e profonda.

Il viaggio in mare va vissuto in maniera personale e difficilmente può essere vissuto in maniera superficiale.

Viaggiare nelle isole greche ad agosto può essere davvero difficile e snervante, la grande quantità di turisti ti impedisce di muoverti tranquillamente, ti trovi sempre in mezzo ad una folla accalcata e accaldata o incastrato in una coda interminabile che odora di salsedine e sudore.

Poi però, quando raggiungi la meta, davvero non importa quanta gente ci sia o quanto caldo faccia. Sembra poetico e mitologico, ma la Grecia è così: anche in mezzo al caos, ti trasmette un senso di pace.

Paros

Appena scesi al porto di Paroikia abbiamo respirato quell’inconfondibile e rigenerante aria greca che ti fa sentire leggero.

Paros contiene davvero tutto ciò che le Cicladi rappresentano: cupole blu, case bianche, fiori di buganvillee sparsi in ogni vicolo; giovani ragazzi che si rincorrano mentre addentano un pita gyros e vecchi greci sorridenti che sorseggiano un bicchierino di ouzo al porto. Più Grecia di così non è possibile.

Abbiamo dormito per tre notti a Paroikia, il suo lungomare è un susseguirsi di piccoli ristoranti e minuscoli negozi che la sera accendono lampade, fiaccole, torce e chi più ne ha più ne metta, formando una geografia di costellazioni direttamente sull’isola.

Due imponenti mulini a vento sembrano quasi segnare l’inizio e la fine della via principale.

Da qui, guardando in alto, si vedono casette bianche e blu ovunque. Le vie interne sono un mix di odori e colori rigeneranti.

Sorseggiare un freddo cappuccino al tramonto con vista mare e divorare una squisita torta di mele con gelato in un localino del centro sono state le esperienze che abbiamo gustato di più (in tutti i sensi).

Le spiagge principali vicino a Paroikia: Livadia, Krios e Marcelo (tutte e tre molto turistiche ma molto belle) sono facilmente raggiungibili a piedi o in barca. Meno turistica è invece la spiaggia di Agios Fokas, dove si trova una super caratteristica chiesetta cicladica.

Il modo migliore per esplorare Paros è senza dubbio quello di affittare un’auto, l’isola è piccola e le strade sono in buone condizioni.

La nostra prima tappa è stata la spiaggia di Kolymbirthes. L’acqua è splendida e l’atmosfera rilassata (almeno lo era prima dell’arrivo di massa dei turisti). La sua particolarità sono le bianche formazioni rocciose modellate dal vento. Queste rocce circondano la spiaggia, la racchiudono, anzi, sembrano quasi proteggerla; a noi sono sembrate una stravagante strategia della natura ideata per custodire un suo tesoro prezioso.

Giulia, che non sopporta stare ferma sul lettino, è stata super-felice di poter sfoggiare le sue “scarpe da scoglio” per arrampicarsi sulle rocce ed osservare la spiaggia dall’alto, ottenendo anche la soddisfazione di azzittire Marco e non sentirlo più ripetere che scarpe del genere erano un elemento inutile in valigia!

Paros però non è solo spiagge.

Anzi, il vero valore aggiunto sono proprio i suoi villaggi: Naoussa, più commerciale e turistica ma molto suggestiva e, più all’interno, i meno noti villaggi di Marpissa, Prodromos e Lefkes.

Antiparos

Questa isoletta considerata la “sorella minore” di Paros si trova a mezz’ora di distanza dal porto di Paroikia ed è facilmente raggiungibile con una barca che effettua varie tratte nel corso della giornata. Antiparos non incarna le caratteristiche abituali delle Cicladi e, per questo, a primo impatto, può un po’ “deludere”.

Se però la si vede senza paragonarla a Paros, allora può diventare davvero intrigante.

Dopo una breve passeggiata nel piccolo centro ci siamo subito diretti in una via secondaria alla ricerca di una spiaggia un po’ più isolata, raggiungendo così la Official Nudist Beach. Un angolo di paradiso in cui la cosa più bella, paradossalmente, è il fatto che non ci sia nulla: una distesa di sabbia di fronte ad una distesa di acqua blu.

Abbiamo deciso di esplorare Antiparos a bordo del pratico bus locale che fa sosta in tutti i punti principali dell’isola. Ci siamo addentrati direttamente nella zona più a sud: Agios Georgos. Qui si trovano taverne locali con ottimo pesce, circondate da isolate spiaggette incastonate tra le rocce.

Santorini

Praticamente da sempre abbiamo guardato con l’acquolina in bocca le foto magiche di quest’isola. Vedendola finalmente dal vivo abbiamo scoperto che Santorini è così, proprio come l’abbiamo sempre vista in foto: splendida.

Santorini è da scoprire a piedi, la mattina presto, quando ancora i turisti impazziti per il caldo e i bagordi della notte precedente dormono beati; è da scoprire nei vicoli, ma anche sbirciando le lussuose vie principali, fatte di un susseguirsi di alberghi a 5 stelle contrassegnati dall’azzurro delle piscine che si affacciano sulla caldera.

Il famoso tramonto dell’isola abbiamo deciso di vederlo più lontano possibile dalla folla, semplicemente passeggiando, fermandoci alla ricerca di belvedere naturali per gustarci uno dei tramonti più famosi al mondo (questo primato lo merita tutto!).

Facendoci consigliare da Corrado, un milanese che dopo una vacanza a Santorini ha deciso di non tornare più in Italia, abbiamo deciso di fare un tour sul catamarano alla scoperta dell’isola.

Spiaggia Rossa, Spiaggia Bianca, le sorgenti termali ed il vulcano sono sicuramente mete imperdibili.

Detto ciò, Santorini non è famosa per il mare e noi, ad essere sinceri, questa volta abbiamo apprezzato più “il tour di terra” che quello acquatico; anche se Marco ha adorato provare la fantastica sensazione di sentirsi “il boss di un catamarano”!

È stata immancabile la visita a Oia. La cittadina più famosa dell’isola non ha bisogno di commenti. Perla del posto è sicuramente la storica libreria Atlantis Books.
Invece la vera scoperta per noi è stata la cittadina di Pyrgos. Fuori dalle mete turistiche più in voga, questo villaggio è un vero e proprio borgo tradizionale con una spettacolare vista panoramica su tutta Santorini.

Anafi

Considerando che abbiamo un debole per le mete meno turistiche ed inflazionate, Anafi è stata senza dubbio la scoperta più affascinante del nostro Interrail nelle isole greche. I traghetti sbarcano su quest’isola solo di notte e già l’arrivo è piuttosto insolito.

Anafi si trova soltanto ad un’ora da Santorini ma sembra di essere in un altro mondo. Non ci sono alberghi di lusso, non ci sono turisti affannati che sventolano i loro selfie sticks, né camerieri che ti rincorrono per invitarti nei locali. Ad Anafi c’è la Grecia tradizionale, quella che mostra orgogliosa le sue solide radici.

C’è un solo villaggio abitato, Chora, dove vivono pochi locali e d’estate qualche turista.

Quest’isola è famosa per le moltissime passeggiate che si possono fare per arrivare a spiagge e luoghi remoti. Noi abbiamo provato ad intraprendere un tour a piedi dell’isola ma, un po’ la stanchezza, un po’ il caldo, alla fine ci siamo dati come una meta quella di prendercela con calma e riposarci.

Siamo così saliti a bordo del fantastico (e unico) bus locale. Un bus vecchio, ringiovanito da un autista ragazzino, affiancato a sua volta da un paio di fedelissime donne anziane; un bus con la porta che non si chiude e con a bordo, unici passeggeri oltre noi, una anziana coppia di hippie.

Siamo scesi alla prima fermata e ci siamo addentrati in un breve sentiero che ci ha portato verso l’isolata spiaggia di Klissidi. Il bello di questa spiaggia, come di tutta l’isola, non è tanto l’aria da cartolina paradisiaca (che effettivamente non ha) ma è il fatto che ogni angolo è naturale, intatto, incontaminato.

Anafi è un luogo in cui “depurarsi”, che richiede inevitabilmente di dimenticare qualsiasi inquietudine, per immergersi nella natura di una Grecia autentica.

Atene

Atene fa sempre un effetto strano.

È una di quelle città che, per amare, devi vivere a fondo, magari con qualcuno del posto. Una città che può offrire tantissimo, se solo si è disposti a stare al gioco.

Purtroppo in questa occasione non abbiamo avuto il tempo per fare questo tipo di visita e ci siamo fiondati direttamente verso l’Acropoli, che sì, sarà turistica e super fotografata, ma non è mai noiosa. Là, con quella visione mozzafiato non abbiamo certo rinunciato ad un’impagabile passeggiata al tramonto osservando il Partenone.

Best Food

Best Food

Dolmadakia. Foglie di vite ripiene di riso con un retrogusto di menta e spezie locali. Sanno di Grecia!

Best Place

La Chora di Anafi. Silenzio, tradizione e il ritmo lento della Grecia, in cui tutto va “siga siga”. Menù scritti a penna, proprietari degli hotel che non parlano in inglese, bambini ed anziani che si trovano davanti casa rispettivamente a chiacchierare e giocare. Questa è l’atmosfera che si respira nella Chora di Anafi, una delle poche isole greche in cui ancora non regna incontrastato il turismo.

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