Io e Giulia

Alto Adige

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E pensare che noi eravamo convinti che le palafitte esistessero solo al mare!

E invece no, abbiamo scoperto che esistono anche in montagna e sono spettacolari. Nel nostro weekend in Alto Adige abbiamo infatti soggiornato in una favolosa struttura in legno: il My Arbor.

Un hotel immerso nella natura, rialzato proprio come una palafitta, però sugli alberi, in mezzo al verde e al bosco della Plose.

È uno di quei luoghi in cui, appena entri, già ti senti rilassato.

Tanto per rendere l’idea: Giulia, che di solito appena arriva in un albergo sistema maniacalmente tutti i suoi vestiti nel guardaroba per sentirsi – almeno un po’ – come a casa, ha rinunciato al sacro rito e si è piazzata sul divano con vista “paradiso” a godersi il panorama. Marco, dal canto suo, di solito all’arrivo in un nuovo hotel fa un pisolino per riprendersi dal viaggio, ma questa volta era talmente affascinato dalla stanza che è riuscito a resistere 5 minuti buoni prima di addormentarsi!

Il giorno dopo, la nostra giornata alla scoperta del My Arbor e delle bellezze che lo circondano è iniziata alla grande, ovvero con una (anzi tre) super colazioni!

Appena svegli ci siamo concessi un primo spuntino in camera. Il secondo round si è svolto nel gigantesco buffet e infine, terzo e ultimo giro di colazione, in giardino!

Dopo questo gran rifornimento di energie, siamo partiti per una camminata in montagna, in compagnia di Karin, la nostra guida. A pochi metri dall’hotel è iniziata la nostra passeggiata nel bosco.

Karin, che ci ha parlato del beneficio che si trae dal contatto diretto con la natura, ci ha consigliato di camminare in silenzio e a piedi scalzi. Per questa volta ci siamo limitati al silenzio, ma ci siamo ripromessi di tornare per far provare ai nostri piedi le carezze pungenti degli aghi di pino!

Muniti della Brixen Card  (un’utilissima card fornita dall’albergo che dà accesso a mezzi pubblici, alla cabinovia, ai musei e a diversi programmi culturali ed escursionistici della zona) ci siamo “imbarcati” a bordo della cabinovia della Plose, grazie alla quale abbiamo raggiunto in pochi minuti il centro della montagna dove si trova il Plose Looping:  il giro della morte più alto del mondo.

Fosse stato il più alto d’Europa, l’avremmo anche provato, ma la sua vertiginosa statura mondiale ci ha fatto propendere per una sana e distante osservazione.

Da lì è iniziata la nostra Woody Walk, un sentiero in mezzo alla montagna che arriva fino al Rifugio Rossalm, a 2.200 m.

Marco, che è appassionato di altitudini, ha tenuto sempre d’occhio il suo altimetro, mentre Giulia si è impegnata a fare amicizia con mucche e cavalli lungo il percorso.

Il tutto seguendo la filosofia di Karin, che ci ha riproposto il contatto diretto con la natura in diverse forme: dall’assaggio di erbe particolari, all’annusare l’odore di un formicaio, dal saper riconoscere i fiori di montagna a immergere le braccia nella rigenerante acqua gelida di una sorgente.

Una volta arrivati al rifugio ci siamo dedicati ad un’altra esperienza davvero interessante, e questa volta non ci siamo tirati indietro, si trattava di mangiare!

L’approccio con la cucina di montagna è stato a dir poco entusiasmante: aperitivo con speck e formaggi, linguine con cervo e canederli e, per finire, buchtlen fatto in casa con salsa alla vaniglia (un dolce tipico di pasta lievitata, ripieno di marmellata).

Fortunatamente il ritorno era in discesa, quindi siamo letteralmente “rotolati” verso l’hotel, prontissimi per dedicarci alla scoperta di tutta la zona wellness del My Arbor.

Piscina calda con accesso al giardino, idromassaggio, zona relax, palestra, sauna e bagno turco. Non serve aggiungere altro.

 

Rilassati, rigenerati e pimpanti l’indomani ci siamo imbattuti nell’ultima attività del nostro weekend in Alto Adige: la visita della città di Bressanone, a pochi minuti dal nostro Hotel.

In compagnia di Erika, la nostra guida, abbiamo scoperto che l’animale che rappresenta la città non è propriamente un abitante di quei luoghi.

Si tratta infatti di un elefante, per la precisione di Salomone, il pachiderma che fu donato dal re di Portogallo all’arciduca d’Austria nel 1551 e che oggi è rappresentato in diversi angoli della città.

Il tour della città è stato in linea con l’idea di relax dell’intero weekend.


Abbiamo passeggiato per le vie del centro sgranocchiando pretzel, ci siamo fermati ad ammirare la piazza con il suo affascinante duomo e, proprio al lato del duomo, abbiamo visitato un chiostro incantevole, con delle meravigliose arcate affrescate!

 

Tutto il tour è stato allietato dalla presenza di personaggi bizzarri, travestiti con costumi storici che, con divertenti scenette, ci hanno allegramente raccontato le origini della città!

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